Sapete chi è Jessica? E’ la mia sissy. Affidabile come quelle auto di una volta che facevano miglia di chilometri senza mai tradirti, docile come una signorina che aspetta il Principe azzurro, servizievole come una domestica di un’altra epoca, Jessica è entrata un po’ per caso nella mia vita. La incontrai un giorno quando mi chiamò raccontandomi dei suoi problemi di erezione e di come ormai il suo minuscolo pene fosse utile solo quando andava in bagno. Da quel giorno inizia la trasformazione.
Piano piano divenne la mia docile sissy con il suo inutile micro pene ingabbiato e con le sue gambe tornite che si mostrano nei suoi vestitini da cameriera o signorina.
Devo ammettere che mi dava un certo senso di immanente potere vederlo trasformarsi in una femminuccia e divenire sempre più sottomesso e impotente. Impotenza era la parola giusta. Era diventata come una maialina cicciotta e rosa che mi fissava dal basso verso l’alto con il suo completino da cameriera con il fiocchetto rosa e il suo parrucchino biondo con i boccoli.
Ed era propria quella l’immagine di quel giorno. Mi aiuta a vestirmi, o meglio mi vestiva perché io, la Padrona, non dovevo faticare in nessun momento.
“Su Jessica, passami quel perizoma…”, le ordinavo mentre lei goffa si avvicinava al comò prenderlo e poi aiutarmi ad indossarlo. Era ormai abituata a vedermi nuda in questi frangenti e aveva imparato a controllarsi. Del resto il suo piccolo pene non aveva mai funzionato ed ora a furia di tenerlo ingabbiato si era quasi atrofizzato. Ogni tanto le toglievo la gabbietta e le concedevo di farsi una piccola sega… ma ultimamente non veniva più. Nel frattempo si erano sviluppati altri sensi che le davano piacere…
Era quasi un rito la vestizione e quel giorno mi sentivo particolarmente desiderosa di sentirmi bella perché era il giorno dello shopping con la mia amica Jelena, una bellissima modella serba.
Il momento magico era quando mi metteva le scarpe, questa volta delle favolose decolleté nere tacco 15 che mettevano in risalto le mie gambe e il mio fisico snello e slanciato avvolto da un mini abito nero sexy che risaltava le mie forme conturbanti.
Mi guardavo allo specchio mentre lui era a fianco a me. Mi girai verso di lei mentre se ne stava con gli occhi bassi una spanna più bassa di me….
“Jessica hanno suonato al campanello, vai ad aprire … sarà Jelena”, gli ordinai come si fa con una cameriera.
E infatti era lei, sempre bellissima e alta l’accolgo con un bacio in bocca mentre Jessica ci preparava il caffè.
“Oggi si va in via Montenapoleone”, mi disse lei con un sorriso pieno di felicità.
“Si cara poi al ritorno…”, le risposo tralasciando le ultime parole sicura che lei avrebbe capito.
E in effetti aveva capito, benissimo.
Uscimmo dando gli ultimi ordini alla mia sissy di pulire e preparare la casa per il nostro ritorno. Lei doveva aspettarmi con il suo grembiulino stirato e perfetto.
Il pomeriggio fu un travolgente girovagare i negozi di via Montenapoleone. Camminavamo bellissime lungo quella strada con gli occhi dei maschi eccitati che ci spogliavano con lo sguardo.
Ma quella era il nostro giorno, il giorno del rito dell’acquisto folle. Abbiamo speso più di mille euro e per qualche attimo mi venne in mente Jessica che se ne stava a casa pulire tutto quanto e si preparava al nostro ritorno. Anche lei sapeva che sarebbe stato un ritorno particolare…
Ed in effetti così fu….
“Su Jessica prendi le borse!”, ordinai con voce sonante alla mia sguattera appena entrate.
“Si Padrona subito obbedisco”, rispose con voce tremolante e sottomessa la mia sissy che subito si riempì le mani delle borse pieni di vestiti che avevamo comprato….
“Brava sguattera! Sii veloce a mettere a posto tutto!”, le dissi mentre io e Jelena andavamo a sederci sul divano stanche di un pomeriggio di shopping.
Incominciammo ad accarezzarci e baciarci dolcemente. Ho sempre amato le labbra di Jelena, così succose e zuccherate che darle un bacio era come assaporare del miele.
Ci eravamo quasi svestite e avvinghiate quando la mia lingua frullava nella sua bocca e le mie mani l’abbracciavano caldamente. Sentivo la sua pelle bianca e tenere fremere dal piacere e lei incominciava a tremare dalla voglia…. Ma una voce ci interruppe…
“Padrona…”, era la sissy un po’ imbarazzata nel vederci così.
“Cosa vuoi sguattera???”, chiesi un po’ arrabbiata perché aveva interrotto le nostre effusioni d’amore.
“Mi scusi ma volevo sapere se dovevo preparare qualcosa da mangiare…”, rispose intimorita.
I miei occhi iniettati di rossa rabbia la guardavano. “Ma che sciocca questa sguattera!”, pensavo quando la guardai nella sua ridicola impudicizia e al suo culetto vergine… che magari tanto vergine non era…
“Vai a prendere i due strap on che sono nel comò in camera da letto!” le ordinai imperiosa.
Lei obbedì abbassando gli occhi senza rispondere.
Se ne andava dimessa ormai consapevole di quello che le sarebbe accaduto. In effetti non era neanche la prima volta. Molto spesso finiva così… con lei a pecorina gambe aperte… orifizio spalancato e….
Me li portò velocemente….
Io sorrisi, la guardavamo tutte e due mentre indossavamo quegli enormi strap on.
Mi avvicinai mentre lei tremava come una verginella.
“Che culetto pronto… che hai”, le sussurrai nell’orecchio mentre lei era sempre più docile e sottomessa pronta a farsi possedere dalle Sue Padrone.
Con un gesto felino la feci mettere a quattro zampe come la cagna che era.
“Forza cagna incomincia a succhiare il cazzo di Jelena!” le ordinai mentre lei ormai incominciava a perdere anche le ultime resistenze.
Era un piacere vedere come leccava e succhiava quel dildo di gomma grosso e nero. Si, era proprio enorme e la parte migliore doveva ancora arrivare.
Con la mano destra e con fermezza colpì la sua gamba sinistra e poi la destra per fargli divaricare e aprire il buchetto del suo sederino…
“Vedo che non sei vergine tesoro…”, le dissi con una vena sadica e ironica nello stesso tempo.
Incominciai a prendere le misure di quella che doveva essere una potente penetrazione.
Doveva essere mia, ancora più mia… una cagna in calore di mia proprietà.
Incominciai a stantuffarla e all’inizio quasi barcollava di fronte ai miei colpi.
“Forza puttana prendilo nel tuo sederino aperto!”, le urlava mentre lei incominciava con urletti striduli da troietta da strada.
Eh si, le piaceva e anche tanto. Si capiva quanto fosse immedesimata in quel ruolo di sissy prostituta delle sue Padrone.
I miei colpi diventavano sempre più forti e la resistenza del suo culetto si faceva sempre più labile.
Jelena sorrideva soddisfatta di fronte alla completa sottomissione sessuale della nostra sissy.
Ormai le pareti del suo sedere erano completamente sfatte dalla penetrazione quando la feci sdraiare supina con la faccia rivolta verso le nostre fighette umide.
In effetti lei non poteva usare ormai quel gingillo atrofizzato che si trovava tra le gambe, ma doveva comunque darci piacere.
Allora la sua arma sessuale e la sua lurida lingua.
Incominciò da Jelena che si accovacciò sulla sua bocca mentre la troietta si divertiva quasi a leccargliela come solo una schiava poteva fare.
“Brava sissy puttanella”, le dicevo sorridendo mentre li guardavo sdraiata sul divino e con un dito preparavo la mia passera al prossimo piacere.
Arrivò il mio momento mentre Jelena era li soddisfatta del lavoro della puttanella.
“Si è proprio brava!”, esclamò mentre mi lasciava il posto.
Mi piaceva vedere la mia puttanella immobile e sotto con la lingua che diventava la mia carta igenica.
Me la facevo leccare a non finire e incominciavo a godere di piacere. Era il piacere di avere il potere totale e completa su un altro essere tanto da trasformarlo nell’identità e nella vita.
Potevo tutto su di lei…. Era veramente il mio zerbino vivente, la mia cagna personale, la mia puttana da strada.
Volli umiliarla all’infinito… incomincia a soddisfare i mie bisognini più intimi e la mia pioggia dorata le sgorgava in bocca…..
Si era proprio diventata la mia carta igienica ….
“Ti è piaciuto Jessica?!”, le chiesi con lo sguardo di chi aveva trionfato mentre lei era ancora sdraiata e ingoiava le ultime gocce del mio nettare.
Annuì docile e sottomessa…. Una volta era un maschio, ora la mia sissy.
